Nuovo appuntamento con la The Venice Glass Week, il grande festival internazionale dedicato all’arte del vetro, promosso dal Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei civici, la Fondazione Cini-Le stanze del vetro, l‘Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, che si tiene a Venezia, Murano e Mestre dal 7 al 15 settembre.

Anche quest’anno Forme d’Acqua, l’azienda di Cavallino-Treporti, specializzata nella realizzazione di fontane di design da esterno ed interno, partecipa alla terza edizione di The Venice Glass Week con un progetto inedito all’Hotel Bauer, nel cuore di Venezia.

Rhythmus H20, realizzato in collaborazione con la designer Simona M. Favrin e il Maestro Vetraio Nicola Moretti, è un progetto che unisce il vetro artistico con l’acqua, elementi affini e paralleli.

In Rhythmus H2O l’acqua esce dalla sommità di canne in acciaio con un riccio d’acqua che, scorrendo lenta e silenziosa, avvolge nel suo percorso gli elementi in vetro di Murano soffiati a mano.

Gli steli, ispirati alle efflorescenze della Typha, che cresce rigogliosa nei canali che adducono alla laguna veneziana, si allungano e diventano corposi, con innesti trasparenti e fasce alternate di colore, a ricordare le palificate su cui è sorta Venezia e il ritmo delle maree che forma il delicato equilibrio su cui poggia la fragile città. L’oro e l’argento si alternano, dialogando con la luce e l’acqua nel loro modificarsi continuo.

Un ritmo lento e costante, quello dell’acqua, che sfiora gli elementi in vetro esaltandone la vibrante bellezza: il cristallo con foglia d’argento delle parti più chiare si alterna a contrasto con inserti più scuri, realizzati sovrapponendo due o tre strati di nero lucido alla base cristallo, finita poi con foglia d’oro zecchino. Gli elementi sono stati lavorati a mano dal Maestro Nicola Moretti e soffiati in uno stampo di legno.

“La sfida è stata quella di creare un oggetto “emozionale” spiega l’architetto e designer Simona Favrin “in grado di creare una sinergia empatica con chi condivide il suo spazio, di entrare a far parte del suo mondo e di generare emozioni. Un oggetto che quando non c’è, ti manca. La passione è quella per i materiali, il vetro, l’acciaio, e non ultima, l’acqua, che ha il potere di calmare e sedurre, risvegliando sentimenti ancestrali”.

L’opera si può visitare tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00 fino a domenica 15 settembre, al Palazzo Bauer, S.Marco 1459, Venezia.