È un piccolo viaggio quello che si fa per raggiungere San Giorgio, in battelli carichi di turisti che si accalcano per vedere per poche ore la sempre incantevole piazza. Ma poi si salpa, ci si lascia alle spalle il frastuono assolato e variopinto che affolla la fondamenta e si approda in un’isola di pace. Cristallizzata nel tempo, sicura nella sua nobile ed antica storia.

Due piccole grandi mostre, una a fianco dell’altra, sono ospitate nella splendida cornice dell’isola che, affacciata sul bacino più bello del mondo, osserva placida  l’assalto quotidiano alla vicina Piazza San Marco.

Maurice Marinot. Il vetro, 1911-1934, organizzata da Le Stanze del Vetro in collaborazione con il Museo delle Arti Decorative di Parigi (MAD) e curata da Jean-Luc Olivié e Cristina Beltrami.

La mostra è il primo tributo internazionale ad un grande grande artigiano del vetro – Maurice Marinot (1882-1960) – protagonista di una rivoluzione, nella tecnica quanto nel gusto, figura fondamentale per la nascita del vetro moderno e contemporaneo.

 

Il suo è un vetro spesso, carnoso, sensuale.

 

Come spesse, carnose e sensuali, sono le opere esposte nella meravigliosa mostra ospitata negli ambienti della Fondazione Cini, disegnati per l’occasione dal progetto allestitivo dell’architetto Tiziano Sarteanesi, che ha sempre lavorato con Burri, facendo attenzione alle esigenze della sua pittura in rapporto ai luoghi. Un allestimento calibrato che esalta la forza espressiva delle cinquanta opere che raccontano cronologicamente le tappe più significative del percorso del grande Maestro della “materia”.

BURRI la pittura, irriducibile presenza, è un meraviglioso viaggio nell’avventurosa ricerca di uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana ed europea del XX secolo. A partire dai Catrami e le Muffe (1949), attraverso i Sacchi (1949-50), i Gobbi (1950), le Combustioni (1953), i Legni (1955), i Ferri (1958), le Plastiche (1956-63), i Cretti (1973), i Cellotex (1974) il racconto è un crescendo di emozionanti scoperte che culminano nelle serie di Neri e Oro che conclude l’intensa attività dell’artista e che coincide con la sua stessa vita.

Due Maestri della materia, accomunati dalla ricerca continua, insaziabile ed inarrestabile, che ha caratterizzato tutta la loro vita, diventandone ragione essa stessa.

È un viaggio che vale sicuramente la pena di regalarsi. Riempie gli occhi di bellezza e carica di energia l’anima.

Ancora per pochissimi giorni.

Fino al 28 luglio 2019

Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio, Venezia